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Lettera al direttore de “Il Mattino di Padova”

Lettera al direttore de “Il Mattino di Padova”

Gentile Direttore Paolo Possamai,
In quanto associazione e in quanto adottanti di levrieri rescue, abbiamo molto apprezzato che il suo giornale abbia dato spazio all’adozione di Cooper, greyhound proveniente dall’Irlanda nell’articolo del 7 novembre dal titolo “Cooper, il levriero salvato da morte certa”. 

Si tratta di animali gentili che meritano una sorte migliore di quella che hanno nei loro paesi d’origine, splendidi animali d’affezione e grandi compagni di vita. Complimenti agli adottanti e ancora una volta alla sua testata per averne parlato.

Devo però segnalarle che l’immagine della situazione dei greyhound che è veicolata da alcuni passaggi del testo è edulcorata e non corrispondente alla realtà.

Il problema di questi cani non è il post-ritiro, ma il fatto in sé di nascere e vivere per gareggiare: il greyhound racing non è uno sport ma un’industria che ha come fine il profitto di allevatori, proprietari, trainer e bookmaker.

I cani sono allevati in numero superiore al fabbisogno e una parte consistente di essi non arriva mai a correre: in Irlanda il numero di cani che svaniscono dalle statistiche, peraltro misere e reticenti, è di almeno 10.000 all’anno.

Svanire nel nulla significa che vengono uccisi subito perché considerati scarti da smaltire, o dopo ulteriori maltrattamenti e sfruttamenti, esportati in altri paesi come corridori e riproduttori, venduti per la sperimentazione medica o la donazione dii sangue, o per il mercato della carne di cane.

I cani non sono atleti, ma mezzi da sfruttare per produrre reddito, mezzi soggetti a valutazione costi/benefici, spesso dopati, tenuti in gabbia molte ore al giorno e spesso con la museruola. La percentuale di incidenti in gara è elevatissima e comporta per molti grey una sentenza di morte.

La vita di un greyhound da corsa non è la vita di Bolt, ma è paragonabile a quella dei polli di allevamento e se la valutiamo anche solo con gli standard minimi che noi riteniamo maltrattamento di un cane, la loro è ben al di sotto.

Solo una quota piccola di loro trova casa e non può essere altrimenti che così considerando la sovrapproduzione sistematica e programmata: le cucciolate sono pianificate e realizzate con l’inseminazione artificiale.

La questione della reale condizione dei greyhound da corsa non è a nostro giudizio di dettaglio, perché una corretta azione per salvarli per sempre non può prescindere da una totale messa al bando delle corse con scommesse perché intrinsecamente produttrici di sofferenza e morte.

Non si tratta poi di una questione che a noi italiani non interessa, perché qualunque nostro connazionale in visita in Irlanda o UK può scommettere pensando che si tratti di uno sport, mentre si tratta di una crudeltà organizzata.

La ringrazio della cortese attenzione.

Stefania Traini
presidente Pet levrieri

Stefania Traini
Written by Stefania Traini

1 Comment responses

  1. Avatar
    novembre 13, 2017

    Bisogna insistere perché vengano abolite le corse dei levrieri e la caccia con i galgo.

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