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Barry Stanton, direttore di cinodromo: Le corse sono pericolose, i cani possono morire, molti saranno soppressi, e allora?!

Barry Stanton, direttore di cinodromo: Le corse sono pericolose, i cani possono morire, molti saranno soppressi, e allora?!

Nella sua rubrica, Barry Stanton, attuale direttore del Central Park, ex general manager di Crayford, nonché proprietario di lunga data di greyhound, ammette che il greyhound racing è uno “sport” rischioso, che può costare la vita ai grey, in cui gli infortuni accadano, che una quota di cani non verrà mai adottata.
Tutto questo fa parte dei “rischi” del mestiere e del settore.

Ancora una volta un esponente dell’industria delle corse tenta di di giustificare gli infortuni e le morti in pista equiparando le corse agli sport umani pericolosi. La differenza è che un uomo che decide di fare praticare uno sport pericoloso, fa una scelta autonoma e libera, un greyhound non può scegliere ed è l’unico a rischiare la vita. Il greyhound racing commerciale non è uno sport ma un’attività finalizzata a ottenere profitto a spese dei cani.

Vi rimandiamo alla lettura della traduzione dell’articolo, in cui Barry Stanton invoca da parte di tutti gli addetti di settore una politica di marketing che nasconda la crudeltà intrinseca del greyhound racing per evitare di “tirarci da soli la zappa sui piedi ad ogni occasione”.

Come a dire “nascondi il lordume sotto il tappeto”…

LA RUBRICA DI BARRY STANTON: CHI STIAMO CERCANDO DI PLACARE?
Greyhound Star — 7 Agosto 2017

Attuale direttore del Central Park, ex general manager di Crayford, nonché proprietario di lunga data di greyhound, Barry Stanton chiede “l’impensabile”. . .

Sono il solo qui a pensare che, per essere un’industria, siamo un po’ troppo sulla difensiva riguardo al greyhound racing? Perché la maggior parte della gente che viene intervistata prima di una gara sente il bisogno di dire che spera che i cani finiscano tutti sani e salvi e perché molti articoli scritti su questo sport includono preoccupazioni serie sul benessere animale ed affermano che servirebbero maggiori finanziamenti in questo settore per garantire una sorte migliore ai greyhound?

Cosa stiamo davvero dicendo attraverso dichiarazioni di questo tipo ripetute più e più volte? Forse che questo sport è pericoloso e che ci sono alte probabilità che i cani si infortunino ogni volta che corrono in pista e che noi, in quanto ente corse, non ci prendiamo cura dei nostri greyhound?

Io per primo mi sto stancando di questo atteggiamento diffuso. È disfattista e viene usato quasi come una scusa per mostrare qualcosa di più di un interesse passeggero verso questo sport. Va benissimo che alcuni sentenzino banalità in merito, ma secondo la mia opinione si sta rendendo un pessimo servizio all’industria e la vera domanda che ci si dovrebbe porre è: quanti danni ha provocato tutta questa negatività?

Il greyhound racing, come tutti gli sport o le attività fisiche comporta rischi intrinsechi e gli incidenti possono capitare. Non tutti i greyhound troveranno una casa al termine della loro carriera da racer e alcuni greyhound sono inadatti ad essere adottati. Questi sono dati di fatto che non cambieranno, a prescindere da quanto lo vorremmo e stabilire obbiettivi che sradichino questi problemi solleveranno solo aspettative che alla fine resteranno deluse. Cosa ancora più importante forniranno un’arma ulteriore a coloro che vorrebbero vedere la fine del greyhound racing.

Dobbiamo accettare il fatto che questo sport ha i suoi pericoli così come l’ippica. Si è mai sentita un’opinione negativa provenire dal mondo dell’ippica nonostante ci siano centinaia di cavalli da corsa che gareggiano ogni anno con innumerevoli incidenti trasmessi dal vivo in TV? Certamente no, possono anche sparare ad un cavallo, a telecamere spente, di fronte ad una tribuna gremita di gente, senza che nessuno degli addetti ai lavori senta il bisogno di dirlo ad alta voce, perciò perché noi dell’industria siamo così sulla difensiva invece di essere orgogliosi degli sforzi fatti per tutelare il benessere animale?

Chi stiamo cercando di placare? Il governo, gli oppositori o le nostre coscienze? Se siamo coinvolti in questo sport ed è davvero così negativo cosa dice questo di noi come individui? Ci sono persone che fanno la bella vita a discapito del greyhound racing e sono in prima linea nel diffondere questa negatività in termini di incidenti e mancanza di tutela all’interno di questo sport. Forse stanno cercando di elevarsi al di sopra di questi problemi così da liberarsi la coscienza?

E che dire dei cosiddetti “guerrieri da tastiera” dei forum che pensano di essere la polizia dei greyhound e passano il tempo a evidenziare tutto quello che non va nell’industria? Qual è il loro movente, sono per caso “oppositori in incognito”? Diranno che la loro voce è stata ascoltata e che l’industria ha reagito, ma in realtà le uniche persone ad ascoltarli sono quelli che useranno queste informazioni contro di noi.

Se stiamo cercando di promuovere il greyhound racing alle masse abbiamo trovato un modo davvero strano di farlo. Non c’è niente di sbagliato e tutto da ammirare nel voler fare del proprio meglio per questi fantastici animali. Abbiamo fatto molti progressi per migliorare il benessere animale negli ultimi decenni e continueremo, ma non concentriamoci solo su quello, piuttosto esaltiamo le qualità del greyhound racing senza fornire ulteriori armi a chi vorrebbe la fine di questo sport.

Abbiamo già abbastanza problemi di cui preoccuparci senza tirarci da soli la zappa sui piedi ad ogni occasione. Dovremmo essere orgogliosi del nostro coinvolgimento in questo sport e di quello che abbiamo fatto per migliorarlo ed stare meno sulla difensiva. Dovremmo urlare a gran voce quanto è fantastico il greyhound racing piuttosto che diventarne i difensori.

@riproduzione riservata.

Articolo originale.

BARRY STANTON COLUMN: WHO ARE WE TRYING TO APPEASE?

Stefania Traini
Written by Stefania Traini

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