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Altro kennel irlandese che allena i grey con museruola e incatenati alla walking machine

Altro kennel irlandese che allena i grey con museruola e incatenati alla walking machine

Basta fare un giro in internet o inserire in google la frase “dog walker” o “walking machine” per trovare di tutto e di più: foto, filmati e addirittura tutorial che spiegano come montare e usare questi dispositivi per l’allenamento dei greyhound da corsa.

Cosa è il “dog walker” o “walking machine”? E’ un dispositivo che costringe i greyhound, sfruttati nel mondo delle corse, a muoversi con una determinata andatura e velocità, con direzione obbligata e per un tempo forzato, senza poter rallentare, deviare, fermarsi per tirare fiato o riposarsi, pena il cadere e farsi male.

Ce ne sono di diversi tipi, differenziati per numero di cani che possono essere fatti camminare, trottare o correre contemporaneamente.

Ecco un altro kennel irlandese, il Bumblebee Kennels, che usa il dog walker e lo pubblicizza sulla sua pagina. Nelle foto potete vedere i grey che sono costretti ad allenarsi in questo modo, indossando la museruola, senza alcuna ragione, ed essendo obbligati a vivere a coppia in kennel dove hanno a mala pena lo spazio per muoversi. 


Le settimane scorse avevamo già  pubblicato un altro filmato, girato in un altro kennel irlandese, in cui 20 greyhound erano incatenati ad un dogwalker, di quelli roteanti.

Clicca su questo link (per vedere video): Greyhound racing in Irlanda

Queste foto e filmati  portano alla luce uno dei tanti aspetti della vita deprivante, maltrattante e violenta cui sono sottoposti i greyhound nel mondo delle corse.

Il greyhound racing è intrinsecamente crudele. E’ un’industria, dominata dalla logica del profitto e legata al gioco d’azzardo, in cui i greyhound sono considerati mere macchine da corse, che devono rendere al massimo e che vanno rottamate quando non più performanti.

I grey che non portano il profitto atteso diventano scarti e dunque costi inutili, dunque da eliminare. La maggior parte di loro vengono soppressi, se fortunati tramite eutanasia, altrimenti in molti altri modi tutti cruenti.

Un’altra parte di loro vengono venduti in Spagna, Portogallo, Pakistan, Cina e perfino Argentina per le corse e la caccia, oppure venduti per la sperimentazione medica o come donatori di sangue, finendo così la loro vita.

Solo un’infima parte si salva e viene adottata.

© Riproduzione riservata

Stefania Traini
Written by Stefania Traini

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