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L’inglese? Per i bambini è più facile con Danny, il teacher levriero

L’inglese? Per i bambini è più facile con Danny, il teacher levriero

In una Scuola dell’Infanzia della zona 7 di Milano per insegnare la lingua e la cultura anglosassone (e non solo) “è arrivato” un pupazzo a forma di greyhound, ispirato al cane greyhound, di nome Danny, che da anni in Inghilterra aiuta i bambini a leggere. Un primo passo per una scuola aperta all’ingresso degli amici a quattro zampe.

Danny è un greyhound, salvato dal mondo delle corse, legate al gioco d’azzardo, un’industria che ogni anno in Irlanda e Regno Unito sfrutta, maltratta e uccide decine di migliaia di greyhound, considerati mere macchine da corsa.

Sulle razze dei cani esistono molti pregiudizi proprio come – ahimè – su quelle degli uomini: i rottweiler sono violenti e aggressivi, i chihuahua ideali per essere trattati come neonati, i dobermann mentalmente instabili e portati per fare la guardia e i levrieri greyhound perfetti per le gare di corsa. In realtà, nessuna di queste razze ha un destino già scritto ma una storia tutta da inventare, potenzialità uniche e speciali che aspettano solo di essere attivate. Come è stato per Danny, greyhound abbandonato per strada a Cork, in Irlanda, dopo essere stato sfruttato come racer, oggi “rinato” grazie a Tony Nevett, colui che lo ha preso con sé facendone un cane di sostegno al fianco dei bambini delle scuole primarie inglesi in un programma di aiuto all’apprendimento della lettura (R.E.A.D.- Reading Education Assistance Dog).

I greyhound sono particolarmente adatti  al ruolo di reader dog, perchè abbaiano poco e perchè il pelo corto non favorisce le allergie. Quando un bambino legge, Danny non critica o corregge la pronuncia, fa semplicemente dei cenni con il capo o alza un orecchio. Il suo compito è quello di aiutare gli allievi della scuola primaria di Oakhill, a Tamworth, nello Staffordshire, Inghilterra, a leggere a voce alta. “Rafforza la stima nei bambini perchè non esprime giudizi”, spiega Tony Nevett, laureato in terapia assistita dagli animali, “Non li giudica e non ride di loro. I bambini non si rendono conto che stanno leggendo, un esercizio che magari non hanno la sicurezza di fare in classe”.

Ispirate proprio dalla bella storia di Danny e dal suo efficace ruolo educativo e accogliendo la proposta di Paola Ciardi, socia della nostra associazione e autrice del racconto illustrato Alia Correlibera, che narra proprio ai bambini la “rinascita” dei Greyhound strappati alle corse per scommesse, dallo scorso settembre le educatrici Elisa, Lorena, Rosanna hanno avviato un progetto di avvicinamento alla lingua inglese con un pupazzo di nome Danny, realizzato sul modello del levriero del progetto READ.

L’idea nasceva in un “terreno” già fertile: da anni presso la questa scuola dell’Infanzia della zona 7 di Milano viene utilizzato un piccolo cagnolino di pezza di nome Spotty, protagonista di alcuni libri per bambini di Eric Hill, come figura di sostegno nella fase di passaggio dal nido alla scuola dell’infanzia.

L’”arrivo” di Danny è stato fruttuoso sotto molti punti di vista: innanzi tutto perché il levriero parla ai bambini prevalentemente in inglese avvicinandoli alle tradizioni anglosassoni attraverso racconti, canzoni, giochi, attività. Questo permette di acquisire in modo ludico e naturale alcuni termini di una nuova lingua utilizzati dai bambini in più momenti della giornata: all’ingresso e all’uscita da scuola, durante le routine (pranzo, bagno, sonno), nei momenti di gioco libero e guidato. L’obiettivo è quello di favorire l’acquisizione delle basi necessarie al futuro apprendimento della lingua inglese, seguendo un progetto triennale (PTOF- Piano Triennale dell’Offerta Formativa) che utilizza come strumento principale il gioco.

Ma Danny è utile anche e soprattutto per far emergere quella motivazione alla cura verso gli animali presente in ogni essere umano fin dalla primissima età. Non è necessario spiegare che in alcuni paesi del mondo, invece, i greyhound sono oggetto di crudeltà e sfruttamento: i bambini imparano naturalmente che un cane – anche non in carne ed ossa – richiede attenzione, delicatezza, in un’unica parola: rispetto. Stanno attenti a non prenderlo per il collo perché potrebbe farsi male, a non tirarlo per le zampe, a non passarselo lanciandolo. Sono capaci di riprendersi fra di loro quando qualcuno lo maneggia con poca cura senza più che sia necessario l’intervento dell’adulto. E ben presto hanno sentito l’esigenza di costruire delle cucce per Danny e il “vecchio” Spotty, di provvedere a trovargli delle ciotole per bere e mangiare e oggetti con cui passare il tempo come palle, legnetti ed altri giochi personali che hanno deciso di regalare ai loro cuccioli di pezza.

E’ chiaro che Danny, proprio come Spotty, non è esclusivamente un pupazzo. Entrambi sono dei simboli di come si possa instaurare una relazione amicale di valore, che porta con sé sensazioni ed emozioni importanti. Una relazione che tocca corde molto profonde nella personalità, ma anche l’opportunità di sperimentare e apprendere come sia meglio comportarsi con tutti coloro che troviamo sulla nostra strada, siano essi persone o animali.

Grazie ad Elisa, Lorena e Rosanna, a tutti i bambini, alle loro famiglie e al dirigente scolastico della Scuola dell’Infanzia della zona 7 di Milano.

Noi di Pet levrieri siamo onorati e felici di poterli incontrare e ringraziare di persona in occasione della festa di fine anno che si terrà il 14 giugno.

Stefania Traini
Written by Stefania Traini

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